Ieri siamo stati al Salvemini, Never Give Up, evento organizzato dalla European Depression Agency. Alle 20, sabato sera. Pochissimi adolescenti presenti. Pochi adulti, un centinaio. Molti interventi artistici sul palco, in luce. Testimonianze. E interventi di professionisti, questi in ombra, non sul palco, chissà perché. Non c’è stato spazio per le domande del pubblico. Magari la prossima volta.
C’era anche il Sindaco De Caro, con le sue esperienze, su come ha vinto il “mal di vivere”.
Si è partiti dalla tragedia dei Diacono, la cui figlia 14enne Antonella ha deciso di lasciarci, senza nessun preavviso che facesse intuire la solitudine e il vuoto che la colmavano.
Si è detto che bisogna ascoltare i ragazzi, farli parlare, convincerli che non sono soli contro il mostro.

Dario Favia


Anche il nostro Dario ha deciso di lasciarci, a 18 anni, depresso dal disturbo bipolare, dopo 20 giorni di ospedalizzazione in clinica psichiatrica, ad Agosto. Una clinica sotto attacco da troppi degenti, troppe emergenze, troppe consulenze esterne. E dai turni di ferie. Non più adolescente, esposto a malati mentali di ogni tipo, in doppia, a volte in tripla. Una bolgia. Mai lo stesso medico due volte di seguito. Niente psicoterapia fino dopo le dimissioni.
Dario però aveva detto tutto, da Novembre, a noi, agli amici, ai medici. Era rientrato in clinica voglioso di guarire. Questa storia finisce qua diceva. E’ finita il 28 Agosto, la sera stessa delle dimissioni. Non ha retto fino all’incontro con lo psicoterapeuta fissato dopo qualche giorno.
Dario aveva parlato chiaro.
Non aveva nascosto niente, a noi, ai medici.
Questa sanità non è stata in grado di prendersi cura di lui.
E di quanti altri ragazzi ?