Il 28 Agosto di un anno fa era una bella giornata, estiva, calda, come oggi. Dario era stato finalmente dimesso alle 13.30, dopo 20 giorni in clinica psichiatrica. Era contento. Una degenza troppo lunga, in continuo contatto con altri pazienti psichiatrici. Le ferie del personale, l’affollamento della clinica. Interazioni frettolose e discontinue con medici ed infermieri.La maledizione delle cliniche ad Agosto. Farmaci pesanti, supporto psicologico minimo. Una degenza molto diversa da quella che lo aveva rimesso in sesto a Gennaio. E questo malessere profondo, questo dolore sordo, questo mostro che lo ossessionava da mesi.

Dario, 18 anni, abituato a divorare la vita con le sue passioni e le sue ambizioni col sorriso sulle labbra. A volare alto. Con tutti noi vicino.

La perizia disposta dal Magistrato non ha rilevato irregolarità. Le Buone Pratiche sono state rispettate. Noi pensiamo invece che per Dario e per i ragazzi come lui non si faccia abbastanza. La famiglia, gli amici, la scuola, i medici, la società, la sanità. Avremmo tutti dovuto fare di più, anche se è molto difficile. Quello che ancora c’è da fare, da imparare, è tantissimo. Lo dicono neurologi, psicologi, psichiatri, psicoterapeuti ed educatori.

E parole come Depressione, Dipendenza, Suicidio, e tante altre sono ancora tabù nella società, nella scuola, qualcosa da nascondere, di cui vergognarsi. Le diverse forme di disagio espongono oggi adolescenti e giovani a una vera epidemia. Numeri da brivido, che testimoniano la nostra impreparazione a questa emergenza. I caduti in questa guerra sono tanti, e coloro che ne soffrono, allargando il discorso alle famiglie, sono tanti di più. Bisogna chiedere aiuto e parlare, bisogna battere l’indifferenza degli altri e del sistema. Bisogna dire che non ci si deve arrendere, che chi sta male non è solo e non se ne deve vergognare, che se ne può uscire. Occorre che i ragazzi, le famiglie e la Scuola vincano la vergogna e il riserbo che accompagnano questi disagi. Il mostro si può battere.

Per volare alto, come voleva fare Dario.

L’Associazione a nome di Dario si impegna in questo. Non siamo soli in questo percorso, che iniziamo per vivere più sereni. Catalizzando tutto l’amore e la partecipazione che ci vengono continuamente manifestati, vogliamo supportare progetti e iniziative che contribuiscano a conoscere e a prevenire i disagi mentali giovanili, e ad aumentare la cultura del supporto psicoterapeutico. L’associazione DARIO FAVIA – Lasciateci le Ali è nata il 26 Novembre 2019. Da allora ci siamo impegnati nelle seguenti iniziative:

6 Febbraio 2020 – workshop “Il disagio esistenziale in adolescenza: l’insegnante come risorsa per riconoscerlo e affrontarlo”, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bari, organizzata dall’associazione Anto Paninabella.

22 Febbraio 2020 – Incontro con gli studenti del Liceo Classico Quinto Orazio Flacco ”Lasciateci le ali – incontro sulla salute mentale degli adolescenti”, con le associazioni Anto Paninabella e ReStart.

Marzo 2020 – Donazione all’Assessorato al Welfare di Bari per attività di supporto sui disagi mentali in occasione della pandemia COVID-19.17

Giugno 2020 – Incontro in Diretta Facebook “Sani di Mente – La salute mentale alla sfida dell’emergenza”, con la partecipazione del Prof. Luigi Cancrini e delle associazioni CambioVerso e La Giusta Causa.

Altre iniziative in programma sono state rinviate a causa della pandemia. Ringraziamo i professionisti che ci accompagnano in questo periodo, Angela Carofiglio e Donatella Loiacono, nonché Patrizia Spinelli di CambioVerso, e Domenico Diacono e Angela Albanese di Anto Paninabella. E Mario Asciuti per la parte burocratica. E ringraziamo gli amici che ci stanno vicini, e coloro, che a volte non conosciamo, che stanno donando per le nostre iniziative. Tra questi ringraziamo in particolare la Famiglia Salpietro, che si accomuna a noi per la perdita del figlio Antonio.
Grazie a tutti.

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